di Giuseppe Caracò
Boatto, il pittore che pensa e che ti porta a pensare. Non è una citazione ma la deliberata conclusione di una analisi sulla figura di Antonio Boatto, sensibilissimo artista che filtra sensazioni e sentimenti tra le magie del pensiero e del sentimento intesi come libere fusioni dell’uomo con l’ambiente, delle sensazioni con gli atti, delle fantasie con i comportamenti.
Antonio riconosce spesso che ogni sua opera è una faticosa costruzione che lo assorbe e impegna fino allo spasimo. Spesso completare un’opera è per lui quasi una liberazione. Le sue monocromie sono sintesi di luce, sono racconti e storie vere, sono una parte di verità e sentimento, sono sincere visioni di amore e di forza, Le sue forme, spesso legate alla concettualità dell’epilogo fetale, sono una rinuncia alla temporaneità delle cose e dei sentimenti, anzi sono un inno al non voler quasi nascere per non dover poi seguire il cammino dell’umano percorso verso l’inevitabile fine. Il linguaggio dell’artista si avvale spesso di simbologia e le scelte tendono ad individuare canali preferenziali per il dialogo, in Boatto tale linguaggio si propone attraverso le figure femminili, che diventano infatti una componente importante delle sue tematiche pittoriche e diventano il mezzo preferenziale di cui si avvale per leggere le proprie introspezioni, impegnato nello sforzo continuo di rendere l’arte non un momento di distacco ma una funzione di fruibilità comune a tutti per riconoscersi, interrogarsi ed accettarsi. D’altronde femminile è violenza, forza, malinconia, tristezza, inquietudine, solidarietà, vita, morte, tristezza,... arte... pittura, scultura, la stessa origine è femminile e femminile è una grossa componente del nostro io: e qui si ritorna al tema iniziale.
Da questo contesto sembra più facile intuire come l’artista sembra uscire dalla cornice dei suoi racconti e delle sue visioni, esce dal quadro e conduce lo spettatore nel suo mondo, gli parla e gli racconta e lo fa partecipe e protagonista dell’eterno fluire della vita dal sentimento alla sensazione: cuore e anima si fondono, l’uomo è vita e la vita è morte, si nasce per correre verso la fine, ma l’armonia della vita è amore e Boatto ama, dolorosamente, inevitabilmente, coraggiosamente ama.
Ecco, è questo il profondo messaggio colto nella mostra di San Quirino, dove è stata proposta una selezionata raccolta di alcune delle più significative opere di Boatto.
La frequenza di numerosi visitatori è stato l’inequivocabile segnale del successo dell’iniziativa coordinata da Flavio Milani ma è stato anche un segnale di interesse culturale per le tematiche che sono state proposte con la presentazione di una pittura che ha spaziato dal sacro al profano, dalla simbologia all’ironia interpretativa di alcuni aspetti delle nostre immaginazioni.

